<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368</id><updated>2010-03-03T18:13:09.077+01:00</updated><title type='text'>settedue.net</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.settedue.net/atom.xml'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>21</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-7353260577780306588</id><published>2010-03-03T18:12:00.000+01:00</published><updated>2010-03-03T18:13:09.101+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>Ai confini della realtà</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Chiuso in questi giorni il tratto della pista ciclabile del Naviglio Grande che va da Turbigo a Cassinetta di Lugagnano. Nel 2002 un incidente ciclistico tra una signora ed una comitiva di ragazzini, si concluse con la morte della prima, caduta nelle acque del canale, ripescata quasi due chilometri a valle e deceduta di fatto un anno dopo, senza mai essere uscita dal coma in cui versava. L’accaduto ha portato ad un inchiesta giudiziaria che, oltre a stabilire l’entità del risarcimento del danno ai parenti della vittima, ha sottolineato le responsabilità civile dell’ente gestore di quel tratto di pista ciclabile, nello specifico il Parco Ticino. La conseguenza di questa attribuzione di responsabilità, motivata dalla Corte con la scarsa sicurezza di quel tratto di pista ciclabile, mancante di parapetto e adiacente ad un argine molto scosceso, ha indotto i responsabili dell’ente a chiudere al traffico pedonale e ciclabile il tratto, tra le proteste di migliaia di utenti. Il preventivo per la messa in sicurezza dell’argine con la costruzione di un parapetto si aggira intorno ai cinque milioni di euro. In linea teorica non fa una piega, ma l’andare a cavillare sulla messa in sicurezza di un naviglio costruito otto secoli fa, potrebbe avere la ingestibile e paradossale conseguenza di dover mettere in sicurezza l’intero pianeta terracqueo. Se infatti il medesimo criterio di responsabilità venisse esteso con lo stesso metro di giudizio ad ogni marciapiede, pista ciclabile o carreggiata, dovremmo probabilmente montare parapetti (imbottiti) sulle roggie e i sentieri di montagna, o foderare di gomma i guard rail. Non risulta al contrario che in tratti interessati statisticamente da vere e proprie ecatombi ci sia la stessa solerzia nell’indurre gli enti responsabili a prendere provvedimenti. Non è possibile sapere quando il tratto interessato verrà riaperto, anche perché oltre al reperimento degli ingenti fondi, bisognerà stabilire come procedere, trattandosi come detto di tratti di rilevanza storica. In attesa di una celere soluzione, si consiglia di andare a pedalare da un’altra parte per i prossimi dieci anni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-7353260577780306588?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/7353260577780306588/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=7353260577780306588' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/7353260577780306588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/7353260577780306588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2010/03/ai-confini-della-realta.html' title='Ai confini della realtà'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-6550040986543127044</id><published>2010-03-03T18:10:00.000+01:00</published><updated>2010-03-03T18:11:40.979+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>Regole? No grazie, siamo italiani</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Prendiamolo come un piccolo test. Senza valutazione, ci mancherebbe, tanto si sa già il risultato. A Roma e a Milano le liste per le elezioni regionali del PDL e di Emma Bonino hanno avuto un piccolo intoppo burocratico, almeno cosi dicono. Nei fatti, per un motivo o per l'altro, quindi per disattenzione, dilettantismo, dolo o chissà cos'altro, non sono state accettate le liste per le prossime elezioni regionali. A Roma si parla di ritardo nella presentazione. A Milano di irregolarità formale in parte delle firme depositate. In pratica, tutti fuori. Per ora. Si susseguono gli appelli al Presidente della Repubblica perché la burocrazia non fermi la democrazia. Nel caos della situazione, il fatto che anche ai vertici del paese qualcuno si sia accorto dei problemi che può dare la nostra complicatissima burocrazia può anche essere una notizia positiva. Di contro, il fatto che quando a combattere e a capitolare contro la burocrazia sia il comune cittadino non interessa a nessuno è molto meno positivo.  Come detto, probabilmente si sa come andrà a finire. Un Decreto Legge, una deroga, una sentenza di qualche genere e tutto andrà a posto. La situazione è oggi, e sicuramente sarà domani, la cartina di tornasole di un paese dove le normative, numerose e complicate più di ogni altro Stato in Europa, vengono regolarmente eluse, aggirate, condonate, scavalcate, in pratica ignorate. Questa e' l'unica regola certa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-6550040986543127044?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/6550040986543127044/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=6550040986543127044' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/6550040986543127044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/6550040986543127044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2010/03/regole-no-grazie-siamo-italiani.html' title='Regole? No grazie, siamo italiani'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-7270557446617023742</id><published>2010-02-18T20:31:00.001+01:00</published><updated>2010-02-18T20:32:33.651+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>Salviamo la ricerca</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La tematica è quanto mai di attualità. Da anni periodicamente si torna a parlare di fondi negati alla ricerca, di fuga di cervelli all’estero, di mancanza di opportunità per i giovani ricercatori. E qui si tratta di politica e della miope necessità di tagliare indiscriminatamente fondi senza fare due calcoli su quale potrà essere l’utilità un domani anche in termini economici di determinate scoperte e progressi scientifici. Periodicamente però sembra anche che qualcuno di questi ricercatori agisca di proposito per giustificare l’indifferenza di chi li deve sostenere. L’ultimo episodio è di questi giorni e porta alla ribalta delle cronache una ricerca condotta in Irlanda del Nord da un esimio professore di psicologia. I suoi risultati dimostrerebbero che da un’analisi della popolazione italiana emergerebbe un quoziente di intelligenza mediamente più elevato nelle regioni settentrionali a confronto con quelle meridionali. In particolare secondo i suoi studi i più intelligenti sarebbero gli abitanti del Friuli. La ricerca motiva le sue sensazionali risultanze scientifiche con le differenti e ripetute colonizzazioni e commistioni tra europei e nordafricani succedutisi nelle regioni del sud, che avrebbero condotto ad una minore qualità dei geni che sovrintendono all’intelligenza del singolo. Bene. Tralasciamo i commenti sulle basi storiche da cui parte il nostro professore, come se al nord Italia non fossero mai passati i diversi gruppi etnici che periodicamente sono andati a mettere a ferro e fuoco la penisola o come se si volesse dimenticare la varietà di popoli che animava ad esempio un certo Impero Romano. Possiamo pure capire come più di un secolo fa Cesare Lombroso, con i relativi strumenti di cui disponeva, potesse aver sviluppato le sue teorie sulle caratteristiche fisiologiche dei criminali, ma nel 2010 il fatto che qualcuno venga pagato per studiare e pubblicare una teoria che generalizza e confronta così banalmente i quozienti intellettivi di intere regioni lascia un attimo perplessi. Purtroppo il professore irlandese è in buona compagnia. Celebri studi hanno stabilito che le mucche che hanno un nome proprio producono più latte, che in una rissa in pub è meglio essere colpiti da una bottiglia di birra vuota che da una bottiglia di birra piena, che i rifiuti domestici possono essere ridotti del 90% grazie all’apporto di batteri prelevati dalle feci di un panda gigante. Il metronomo oscilla pericolosamente tra l’ovvietà e l’inutilità. Salviamo la ricerca. Ma non proprio tutta magari.  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-7270557446617023742?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/7270557446617023742/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=7270557446617023742' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/7270557446617023742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/7270557446617023742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2010/02/salviamo-la-ricerca.html' title='Salviamo la ricerca'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-5651114801239534653</id><published>2010-02-16T09:58:00.000+01:00</published><updated>2010-02-16T09:59:41.796+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>Cambiare prospettiva</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ieri sera ho cambiato musica. Ho acceso il mio lettore mp3 e come spesso capita quando decidi di mettere su un disco o un film. stavo per indugiare sulla scelta di questo o quell’artista o di questa o quella canzone, tra le oltre 30mila presenti. Come sempre, tra tanta abbondanza, come un allenatore che ha troppi bravi giocatori, l’imbarazzo della scelta stava per prendere il sopravvento, finendo inesorabilmente con il rifugiarsi in qualcosa di noto, sicuro, rassicurante e, probabilmente già sentito troppe volte. Ieri sera no. Una rapida occhiata al menu e anziché scorrere classicamente la lista di artisti per decidere se buttarmi sull’energia degli U2 o le ballate dei REM, tanto per fare un esempio, ho cambiato metodo. Ho scelto il menu dei brani, e senza perder tempo ho scelto una lettera, la B. Senza un particolare motivo. Dopo qualche secondo di scorrimento mi sono fermato sul primo brano che mi ispirava, Bad Obsession dei Guns ‘n’ Roses, concedendomi l’unica scelta consapevole della serata. Collegato il lettore allo stereo (io lo chiamo ancora così, sono degli anni settanta) senza telecomandi o altre diavolerie, mi sono fatto sorprendere dall’ordine alfabetico, ovviamente convinto che in pochi minuti avrei rimesso mano al menu per cambiare qualcosa. Invece no. Nelle due ore successive la sequenza eterogenea dei brani e degli artisti non ha lasciato spazio a ripensamenti. Nota dopo nota, partendo dall’Hard Rock, passando dalla canzone italiana a pezzi di Jazzfusion americani, ho riscoperto musica che non sentivo da anni o che addirittura non avevo proprio mai sentito. L’esperienza è stata quanto mai rilassante. Come l’immenso database di una radio, ma senza obblighi editoriali o senza deejay chiusi nella propria categoria, il piccolo lettore mp3 come un vocabolario ha messo in fila tutto e tutti, senza pensieri, senza distinzione di metrica, di lingua, di ritmo, di colore. La nuova prospettiva ha ridato senso a questo piccolo box  ipertecnologico, uno dei tanti contenitori in cui giorno dopo giorno si buttano tante cose che dopo un po’ non ci si ricorda nemmeno di avere o del motivo per cui ce le abbiamo messe. Ogni tanto cambiare funziona. E non poco.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-5651114801239534653?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/5651114801239534653/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=5651114801239534653' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/5651114801239534653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/5651114801239534653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2010/02/cambiare-prospettiva.html' title='Cambiare prospettiva'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-2751880110551236428</id><published>2010-01-26T14:47:00.004+01:00</published><updated>2010-02-16T09:58:11.901+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>Facebook. Comunicazione sociale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Comunicazione sociale. I media non sanno quasi cosa sia. A parte qualche rarissimo spot e le sporadiche kermesse televisive salvacoscienza di Telethon e' impossibile vedere messaggi di utilità sociale o semplicemente di buona educazione civica. Spazio a chi paga, e l'educazione civica non paga, in euro. Meglio le docce del Grande Fratello e i suoi ipodotati concorrenti. Ci dicono che la gente vuole vedere quello. Pero' c'e' un canale mediatico che non sembra seguire le regole imposte da qualcuno. Internet e i suoi social network. Naturalmente si finisce a parlare di Facebook, quindi di contatti, di giochi online, di bacheche. Cosa centra FB con l'educazione civica? Teoricamente niente, ma in pratica i suoi utenti dicono di si nei fatti. In un momento di totale p(i)attume televisivo e di blocchi di notizie e comunicazioni monotematiche e accuratamente filtrate o per ideologia o per convenienza economica, il social network esprime in diretta e senza filtri il pensiero del singolo. Il singolo ha ad esempio 100 contatti che ne hanno a loro volta altri 100. E così via. Il meccanismo esponenziale e' gia stato definito virale. Risultato? La tanto temuta anarchia contro cui qualcuno ritiene di prendere provvedimenti di censura? No, tutt'altro. Il singolo che scrive quello che pensa sulla sua bacheca alla mercè di tutti i suoi amici e conoscenti ha riscoperto di avere un cuore e piuttosto che insulti diffonde messaggi sociali. Si si avete capito bene. Un esempio. I giornali riprendono un trafiletto in cui l'Associazione Italiana Persone Down richiede delle civilissime scuse agli ipodotati del Grande Fratello che hanno la pessima abitudine di utilizzare in maniera dispregiativa il termine mongoloide. La notizia rimarrebbe li nel suo angoletto, chi l'ha letta bene, chi non l'ha letta uguale. Invece no. Il singolo di Facebook l'ha letta e la sottolinea in un messaggino nella sua bacheca, chiedendo civilmente ai suoi contatti di diffonderla se ne sono rimasti colpiti. Ecco il piccolo miracolo di educazione civica. Come un piccolo virus la notizia comincia a girare, ed in maniera velocissima, tanto che capita presto che nello stesso momento la rilancino persone che tra loro non si conoscono di sicuro, indice appunto di diffusione virale. Il messaggio, più o meno significativo, ha comunque il risultato di diffondere una tematica e di provocare una riflessione, proprio grazie alla libertà di pensiero ed espressione del singolo. Gli esempi positivi sarebbero molti, certo non manca anche qualcosa di negativo, ma la libertà e la legge dei grandi numeri fanno da soli e con efficacia quello che nessun censore potrebbe mai nemmeno immaginare, emarginando il peggio nell’angolo buio in cui merita di stare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-2751880110551236428?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/2751880110551236428/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=2751880110551236428' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/2751880110551236428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/2751880110551236428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2010/01/facebook-comunicazione-sociale.html' title='Facebook. Comunicazione sociale'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-6460012558881849118</id><published>2010-01-11T11:59:00.001+01:00</published><updated>2010-01-11T12:01:56.858+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>Sbandierata virtù</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E’ passata l’epifania che, come noto, tutte le feste si porta via. Ed insieme alle feste si porta via le luminarie, le manifestazioni, i mercatini e gli alberelli. Tra questi a Milano, durante il periodo natalizio, ha fatto bella mostra di se un albero di natale di premiata virtù. In Largo Cairoli infatti, all’imbocco della pedonale via Dante, si trovava un alberello che ha fatto parlare di se non per le dimensioni, infinitamente ridotte rispetto al gigante di piazza del Duomo, ma per la sua ecosostenibilità. Alla base dell’albero infatti, erano distribuite in circolo alcune biciclette, per grandi e piccini, destinate a produrre ed accumulare l’energia elettrica necessaria a far brillare le lucine. In pratica i volenterosi cittadini hanno fatto la fila per inforcare il sellino e, pedalata dopo pedalata, ricaricare gli accumulatori che hanno garantito al nostro alberello di splendere gioioso.  La lodevole iniziativa, anche per coloro che in queste gelide settimane hanno potuto riscaldarsi un po’ producendo energia, è stata sottolineta dai promotori che hanno snocciolato i dati sulla considerevole produzione in watt arrivata a quasi 500 Kwh. Fino a qui tutto bene, peccato che a 50 metri da tanta sbandierata virtù ecosostenibile, dall’altro lato di Largo Cairoli, in bella vista davanti al Castello Sforzesco, si trovi, ancora oggi, un altro albero di natale, almeno così è stato definito. L’opera, perché c’è la mano di un artista, quindi va chiamata così, è decisamente più imponente del nostro cicloalberello. Si tratta di un palo di circa 20 metri, vagamente somigliante a quelli delle pompe petrolifere, dalla cui sommità scendono degli archetti che giungendo alla base, rendono l’idea di un cono, o dicono appunto di un albero di natale. Le particolarità dell’oggetto sono due, la prima è che il palo centrale ruota velocemente su se stesso facendo girare la struttura, la seconda è che sugli archetti sono installati dele luci stroboscopiche che cambiando colore e posizione forniscono un continuo movimento di luci. Pubblicizzato come grande installazione futurista, l’opera sembra inquadrarsi tra la luminaria di un lunapark e l’equalizzatore di un’autoradio giapponese e sarebbe stata poco moderna anche tra le scenografie del celeberrimo film Blade Runner, che pur futuristico, ormai ha qualche decennio sulle spalle. Qui inoltre non pedala nessuno e la macchinosità della pesante struttura fa intuire che i watt risparmiati in tre settimane dal cicloalberello possano bastare per un paio di ore di rotazioni cibernetiche. Se a questo aggiungiamo che l’imponente struttura preclude parte della visuale sulla Torre del Filarete, quella si piacevolmente e discretamente illuminata a festa, ci chiediamo perché, tre giorni dopo l’ufficiale conclusione delle feste, sia ancora li a girare.   &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-6460012558881849118?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='' href='http://www.citizenreport.rai.it/viewProfile.php?user=Settedue' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/6460012558881849118/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=6460012558881849118' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/6460012558881849118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/6460012558881849118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2010/01/sbandierata-virtu.html' title='Sbandierata virtù'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-4804026625067310653</id><published>2009-12-28T14:34:00.002+01:00</published><updated>2009-12-28T14:38:32.242+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>Quei crimini odiosi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Di cosa stiamo parlando? Cogne? Garlasco? Perugia? No, oggi niente gossip e niente rivelazioni sensazionali. Oggi restiamo vicini a casa. La popolazione invecchia, il progresso tecnologico e scientifico permette di raggiungere età venerande. Le trasmissioni televisive si adeguano, con palinsesti sempre più antichi. Ma non sono le sole. Purtroppo, nel buon nome della microcriminalità, si adegua anche una nutrita schiera di personaggi, che vive e opera nell’ombra. L’elenco sarebbe lungo, ma senza divagare troppo, ci concentriamo su quei piccoli (piccoli?) criminali che si dedicano professionalmente ad approfittare della buona fede altrui. Ieri uno di questi gentiluomini è stato arrestato dopo avere messo a segno una lunghissima sequenza di furti in abitazioni. La tecnica, collaudata ed efficace, consiste nello staccare i contatori dei condomini, inducendo gli inquilini, di solito anziani, tra i pochi ad essere in casa in pieno giorno, ad uscire sul pianerottolo, per capire quale sia il problema. A questo punto il nostro truffatore, fingendosi un tecnico dell’azienda elettrica, approfitta della situazione per entrare negli appartamenti e, tenendo impegnato il malcapitato davanti al quadro luci, si fa un bel giro della casa portandosi via risparmi, preziosi, portafogli. La luce ritorna e dopo un po’ la vittima si accorge di essere stato raggirato, truffato, derubato. La scoperta è spesso molto dolorosa, economicamente e psicologicamente. I verbi sono al presente, perché anche se questo è finito in galera, mille altri come lui sono sempre attivi con tecniche analoghe, vestiti da idraulici dopo aver staccato l’acqua, o con una bella cravatta pronti a fingersi vecchi amici di qualche nipote della vittima. I verbi sono al presente anche perché questo che è finito in galera, non ci resterà a lungo. Di questi crimini odiosi non si parla quasi mai, come se non esistessero, ma i numeri sono al contrario diffusissimi. Non se ne parla quasi mai, quindi sembra non ci sia bisogno di usare la mano pesante quando li si giudica. Purtroppo questi signori lavorano nell’ombra si, ma di solito non sono improvvisati. Le loro attività di piccoli (ancora?) criminali sono note e prolungate, ma non si riesce mai a buttare via la chiave della cella quando li si scopre. Furtarelli di lieve entità si dice, condanne commisurate alla lieve entità. Cinquanta, cento volte lieve entità? Trovate voi un modo lieve di dirlo alle vittime?  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-4804026625067310653?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.citizenreport.rai.it/viewArticle.php?article_id=343&amp;title=Quei_crimini_odiosi' title='Quei crimini odiosi'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/4804026625067310653/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=4804026625067310653' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/4804026625067310653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/4804026625067310653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2009/12/quei-crimini-odiosi.html' title='Quei crimini odiosi'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-8475462685901313470</id><published>2009-12-22T17:04:00.000+01:00</published><updated>2009-12-22T17:06:03.465+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>Quando il rigore è a sinistra</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’Italia nella morsa del gelo, citano i quotidiani. Non molto originale ma comunque rende l’idea. Facendo una panoramica sulla situazione meteorologica, soprattutto nel nord, temperature polari e neve la fanno da padrone. Come sempre, non essendo in Finlandia, non si contano i disagi, sottostimati dai singoli, previsti da alcune amministrazioni comunali. Tra tutte, è suonato alto il monito del vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, che faceva un appello ai cittadini perché non prendessero le auto private vista la perturbazione nevosa in arrivo. Diceva, noi siamo pronti, c’è il sale, ci sono i mezzi, ci sono gli spalatori. I mezzi pubblici sono stati potenziati. Fino a qui tutto bene. Poi è arrivata la neve. Città nel caos e nuova dichiarazione del vicesindaco di centrodestra. Noi vi avevamo avvertiti, adesso non lamentatevi se passate la serata in auto mentre le metropolitane sono quasi vuote. Complimenti. Situazione parallela a Genova, dove il fenomeno anziché sotto forma di bianca neve natalizia si è presentato come una pioggia gelata, pericolosissima e capace di bloccare mezzi, treni, auto, marciapiedi. Anche qui si registra un intervento delle autorità comunali. Ma non a parole. La giunta, come nelle sue prerogative, ha emesso una bella ordinanza nero su bianco, che disponeva il divieto di circolazione ai mezzi privati. I disagi per il maltempo non sono mancati comunque nel capoluogo ligure, ma, per quanto possibile sono stati gestiti con maggiore efficacia. I fatti si commentano da soli. Da una parte un appello, nemmeno fossimo a “C’è Posta per te”, ovviamente disatteso dai più, dall’altra una precisa semplice e chiara ordinanza. Ma il rigore non era di destra?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-8475462685901313470?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.citizenreport.rai.it/members/viewArticle.php?article_id=328&amp;title=Quando_il_rigore____a_sinistra' title='Quando il rigore è a sinistra'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/8475462685901313470/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=8475462685901313470' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/8475462685901313470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/8475462685901313470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2009/12/quando-il-rigore-e-sinistra.html' title='Quando il rigore è a sinistra'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-7494261138612019933</id><published>2009-12-22T17:02:00.001+01:00</published><updated>2009-12-22T17:04:32.261+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>Crisi? Quale crisi?</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.settedue.net/uploaded_images/Blog---Supertramp---Crisis-What-Crisis[5]-756831.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 318px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.settedue.net/uploaded_images/Blog---Supertramp---Crisis-What-Crisis[5]-756826.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si moltiplicano in questi giorni di vigilia natalizia le notizie riguardanti la contrazione degli acquisti prenatalizi a causa della crisi. I trafiletti, dello stesso tenore di quelli che sottolineavano l’imminente crollo dell’industria automobilistica e di tutte le economie occidentali finiscono sempre con catastrofiche o per lo meno pessimistiche previsioni sull’uscita dalla spirale economica negativa che ci sta mettendo in ginocchio. Fino a qui quello che leggo. Decido allora di farmi un giro, perché sugli acquisti prenatalizi sono in ritardo, come sempre. Mi sono detto, con tutta la crisi che c’è non dovrebbe esserci il solito affollamento nelle vie del commercio di Milano. Sbagliato. Dopo dieci minuti sono in coda nel centralissimo Corso Vercelli, traboccante di negozi e, ahimè, di gente. Dopo 45 minuti sono ancora lì. Dopo più di un’ora riesco a parcheggiare la mia fuoriserie e mi lancio sulle vie dello shopping. Comincio a dubitare che i negozi siano così vuoti come avevo letto. Detto fatto i crocevia del regalo di natale sono così pieni che per ogni acquisto, selezionato con cura ma con rapidità, mi toccano più di venti minuti di coda alle casse. Non trovando tutto quello che cercavo, la soluzione rimasta è imboccare un vialone di periferia e visitare il luogo preferito delle gite fuori porta degli italiani. Il centro commerciale. Anche qui, se c’è crisi, non si percepisce. Lunga la ricerca del parcheggio. Tutt’altro che rilassante il passeggio tra un negozio e l’altro. Anche qui la fila alle casse è un’impresa. Al termine della mia giornata, stanco e spossato, mi ritiro nuovamente davanti al computer con l’idea di prenotarmi una breve vacanza di tre giorni sulle nevi dolomitiche. Un po’ tardi forse, ma tanto c’è crisi, vedrai che quest’anno saranno gli albergatori a corrermi dietro con offerte eccezionali. Sbagliato. Ricerca dopo ricerca, albergo dopo albergo, valle dopo valle il risultato è sempre dello stesso tenore. Mi dispiace tutto esaurito. Mi dispiace prendiamo prenotazioni per minimo una settimana. Mi dispiace è rimasta solo una stanza da 1.200 euro. A notte? A persona. Un tantino deluso, abbandono momentaneamente la mia ricerca, scoprendo su un giornale specializzato che le immatricolazioni auto sono salite del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Accidenti, questa si che è una sorpresa. Subito dopo mi chiama un amico, che tra una chiacchiera e l’altra mi dice che ha comprato il cellulare a sua figlia. Che per inciso ha 8 anni. Non ne è contento, ma, mi dice, sai non avevo scelta, tutti i suoi amici ce l’hanno già, se non glielo compravo mi diventava un’emarginata. Interessante teoria. Probabilmente ne capisco poco di economia, ma stasera vado a dormire poco convinto sull’argomento crisi. Forse sono come il personaggio sulla copertina di un vecchio disco di fine anni 70 chiamato appunto “Crisis? What Crisis?”, che si presentava in costume da bagno illuminato da un raggio di sole su una sdraio, circondato da cumuli di macerie in bianco e nero. Privilegiato? Inconsapevole? Forse lo sono, forse semplicemente ho la fortuna di essere ottimista. E di non avere le mani bucate.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-7494261138612019933?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.citizenreport.rai.it/members/viewArticle.php?article_id=318&amp;title=Crisi__Quale_crisi_' title='Crisi? Quale crisi?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/7494261138612019933/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=7494261138612019933' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/7494261138612019933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/7494261138612019933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2009/12/crisi-quale-crisi.html' title='Crisi? Quale crisi?'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-9167954820999517015</id><published>2009-12-21T15:53:00.001+01:00</published><updated>2009-12-21T15:54:40.612+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>Ecopass 3.0</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Anche il Natale 2009 è alle porte. Cosa troveranno sotto l’albero i milanesi? Risposta facilissima. Come nei due anni precedenti troveranno il piano antinquinamento del Comune di Milano, al secolo Ecopass, che grazie ad una sofisticata rete di sensori e telecamere presidia l’ingresso al centro della città. La novità delle ultime ore, che poi non è una novità, è che in seno alla maggioranza che regge le sorti del Sindaco vi sono numerose voci contrarie alla proroga del provvedimento per l’anno 2010. Ma quali sono le motivazioni per cui ci si dovrebbe contrapporre ad un tanto decantato ed efficiente sistema di tutela della salute pubblica, quale si sostiene sia l’Ecopass? Tanto per cominciare, partendo dalla contraddizione insita nel nome Ecopass, visto che si paga per inquinare, sembra che efficiente non lo sia proprio per niente. Numerosi studi sulla qualità dell’aria di Milano non fanno rilevare significativi miglioramenti nei livelli di inquinamento negli ultimi due anni. Certo nei primi mesi l’effetto novità e la preventivata confusione che segue un provvedimento importante avevano dato qualche discreto risultato, subito rilanciato in prima pagina dall’amministrazione comunale, ma la realtà dei fatti è che i miglioramenti sono scomparsi con grande velocità. E sono finiti i proclami. Quello che rimane sono bollettini inquietanti sull’incremento delle malattie respiratorie, promesse di consultazioni popolari e frequenti battibecchi politici tra maggioranza e opposizione o, appunto, tra maggioranza e maggioranza. Circa il programmato referendum a sostegno, l’unica certezza è che non si saprà mai quando verrà fatto, ma probabilmente la praticità dei milanesi è tale che prevarrà la tesi che se hanno eletto un consiglio comunale, è perché i politici facciano il loro lavoro e non facciano perdere altro tempo agli elettori. Il confronto politico invece appare in questa circostanza più di altre una partita a scacchi in cui ognuno cerca di non far mangiare la propria pedina. Tra gli argomenti centrali la fanno da padrone, come sempre nel belpaese, le deroghe. In particolare quella relativa al pagamento dell’autorizzazione ad inquinare da parte dei diesel euro 4. Senza indugiare in dettagli tecnici, basterebbe dire che la deroga doveva durare qualche mese dall’avvio del primo Ecopass 2008, ma proprio in queste ore si parla di continuare fino ad aprile 2010. Chiaramente bisogna individuare dei criteri di selezione, ma sarebbe più serio e convincente fare una lista di buoni e cattivi (motori inquinanti) e farla rispettare. Le deroghe, le deroghe alle deroghe e le deroghe alle deroghe delle deroghe fanno come minimo perdere credibilità. Ora in tutto questo parapiglia, nessuno prova a sottolineare che non è il Provvedimento Ecopass da mettere sul banco degli imputati, ma la sua stanca e inefficace gestione. Se il criterio è non far entrare in città i mezzi inquinanti, la cerchia di pagamento andrebbe allargata a confini ben più ampi, le deroghe non dovrebbero essere la regola e le statistiche sul traffico, gli incidenti e le polveri inquinanti regolarmente rese note, per poter giudicare con cognizione. In fondo non ci voleva un pool di scienziati per capire che limitare al traffico il centro non avrebbe dato alcun risultato in una metropoli come Milano, ma alle volte viene il dubbio che tutto questo fervore ambientalista, vedi anche la collocazione delle stazioni delle biciclette a noleggio, si limiti solo al salotto del centrocittà, lasciando il resto dei milanesi a guardare. E a pagare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-9167954820999517015?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.citizenreport.rai.it/viewArticle.php?article_id=315&amp;title=Ecopass_3_0' title='Ecopass 3.0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/9167954820999517015/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=9167954820999517015' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/9167954820999517015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/9167954820999517015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2009/12/ecopass-30.html' title='Ecopass 3.0'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-7323570691205173053</id><published>2009-12-14T19:51:00.000+01:00</published><updated>2009-12-14T19:52:33.704+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>Opposizione. Dove?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Poche ore fa a Milano il Presidente del Consiglio dei Ministri, al termine di un comizio nella centrale Piazza del Duomo, è stato violentemente colpito al volto da una statuetta lanciatagli a distanza ravvicinata, riportando alcune lesioni. L’aggressore è stato identificato e fermato dalle Forze dell’Ordine, che lo hanno sottratto all’animata reazione dei presenti. Tralasciando l’autore del gesto, di chi sono le responsabilità in un fatto del genere? Di sicuro di molti, da una parte e dall'altra. Passiamo oltre i deliranti commenti di alcuni personaggi che possiamo definire con molta benevolenza politicamente miopi, e diamo un'occhiata indietro. Analizzando sommariamente il contenzioso politico degli ultimi diciassette anni la straripante presenza del Presidente del Consiglio non la scopriamo certo ora, ma tanta abbondanza non puo non far pensare che nello stesso periodo sia mancato qualcosa. Cosa? L'opposizione democratica. E intendiamoci bene, non che non esistesse fisicamente, ma di fatto dov'era? In diciassette anni pur cambiando nome, frontman e pulmino, il gruppo di attori politici era sempre lo stesso. Sono anche riusciti a governare. Due volte e per complessivi sette anni. Opposizione al governo. Eletta democraticamente. La prima volta vantavano anche un ex magistrato ai lavori pubblici. Che occasione di cambiare le regole di un certo sistema Italia. Sprecata. La seconda volta, ottimo, pronti via, adesso si cambia musica. Invece no. Litigi, inerzia, mancanza di contenuti? Un anno e mezzo e il governo dell'opposizione cade. Di nuovo. E torna Berlusconi. Ma allora la colpa di chi è? Senza entrare nel merito delle attivita più o meno gradite di chi, sempre democraticamente eletto, fa naturalmente la sua politica, la politica che vuole, ci chiediamo cosa hanno fatto in diciassette anni i partiti di opposizione, molto impegnati a fare congressi, dichiarazioni roboanti, ospitate televisive, ma molto spesso distratti quando era importante essere seduti in parlamento e democraticamente bocciare eventuali inopportuni provvedimenti del governo. Più di una volta è successo che nel mezzo di battaglie mediatiche su questo e quel Decreto, l’opposizione non fosse poi compatta e concentrata a far valere nella sede istituzionale le proprie legittime ragioni. La democrazia non e' una grazia ricevuta. E' uno strumento importante con le sue regole da sfruttare per far funzionare pacificamente le cose. E non e' molto diffusa al mondo. Non sprechiamola in chiacchiere e slogan. O peggio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-7323570691205173053?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/7323570691205173053/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=7323570691205173053' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/7323570691205173053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/7323570691205173053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2009/12/opposizione-dove.html' title='Opposizione. Dove?'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-2951625499352026646</id><published>2009-12-01T15:32:00.000+01:00</published><updated>2009-12-01T15:33:39.765+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>LA NUOVA LEGALITÀ.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il tribunale del Riesame di Napoli ha respinto la richiesta di scarcerazione di una giovane rom arrestata in flagranza mentre tentava di rapire un neonato e per questo già condannata in primo e secondo grado. L’avvocato della giovane, che per inciso si trova in una comunità e non nell’ultima cella di isolamento della Bastiglia, ha argomentato che in queste condizioni la sua assistita non è in grado di stare vicino al proprio figlio, che vive nel campo nomadi di provenienza. Il motivo per cui questa vicenda è finito in prima pagina non è ne il rapimento del neonato, né quello che successe dopo, ovvero l’incendio del campo nomadi da parte della popolazione del paese, né il diniego di scarcerazione. Il punto in questione sono le motivazioni della sentenza dei giudici che hanno riespinto l’istanza. Tra i dettagli tecnici, come la condanna confermata in appello ed il ritenuto pericolo di reiterazione del reato, i Giudici del Riesame si sono permessi di aggiungere che la giovane “è pienamente inserita negli schemi tipici della cultura Rom che per comune esperienza determina nei loro aderenti il mancato rispetto delle regole, rendendo più che probabile il ripetersi di analoghe condotte criminose”. Apriti cielo. Ancora una volta la scoperta dell’acqua calda scatena la bagarre. Ci sono argomenti, temi e situazioni che tutti conoscono, ma che è vietato citare. Men che meno in una sentenza. Meglio emarginare un campo nomadi e tutti i suoi problemi in un angoletto nascosto, o meglio, invisibile. Lontano dagli occhi lontano dal cuore, si dice. In questo caso il rapimento di un neonato, reato tanto odioso da meritare pene sicure e durature va in secondo piano dietro i diritti della povera rapitrice. La sentenza, sbilanciandosi pericolosamante in considerazioni culturali, ha proprio per questo il pregio di accendere una luce su un problema che va oltre lo specifico, ma ne fa comunque pienamente parte: il mancato rispetto delle regole di queste comunità per radicata cultura. Uno dei motivi cardine per cui la giovane e altre mille come lei sono ripetutamente note agli albi giudiziari, è la cultura della illegalità che, insita nell’ambiente familiare in cui crescono e vivono, diventa per forza la regola, la nuova legalità, la loro. Infiniti sono gli esempi in tal senso, dall’autonomo smaltimento di rifiuti pericolosi incendiati all’interno dei campi all’elevato assenteismo dagli obblighi scolastici, dal numero infinito di piccoli reati subiti da chi lavora e vive nelle adiacenze di un campo alla reiterazione incessante fin dalla tenera età di borseggi e furti di abitazione. Questi sono fatti e non opinioni. Fatti sgradevoli da sentire perché è più facile ignorare un problema che trovare una soluzione, ma intanto l’unico favore che si può fare ad una giovane minorenne cresciuta pensando che tutto questo sia normale è tenercela lontana, a maggior ragione se a seguito di una provata condanna. Scorretto? Forse a parole, ma magari una su mille tra dieci anni ringrazierà di aver potuto scegliere. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-2951625499352026646?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/2951625499352026646/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=2951625499352026646' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/2951625499352026646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/2951625499352026646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2009/12/la-nuova-legalita.html' title='LA NUOVA LEGALITÀ.'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-3569282095925433578</id><published>2009-11-30T15:51:00.001+01:00</published><updated>2009-12-01T15:32:03.273+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>COME GALLI DA COMBATTIMENTO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’equilibrata e civile Svizzera ha votato. No alla costruzione di nuovi minareti. Risultato atteso o inatteso che fosse, ha in ogni caso dato fuoco ovunque alle polveri della polemica. Religiosa? Politica? Sociale? Difficilissimo distinguere su un argomento come questo. Non potendo allora dare una classificazione alla polemica, potremmo evidenziare il denominatore comune alle tre categorie. Ovvero la polemica stessa, a prescindere dall’origine, a prescindere dal tema, a prescindere persino dalla natura dei contendenti. Possibile? Sembra proprio di si. Ogni evento, ogni avvenimento, trova spazio più in funzione del contradditorio che ne deriva che non in funzione del tema stesso. Poco importa se i fatti derivano da una semplice presa di posizione o dalla promulgazione di una nuova legge. Ciò che conta è il clamore suscitato, che a seconda può arrivare da una discussione in un bar ad una interpellanza parlamentare. Si tira su un bel muro tra  amici e nemici, favorevoli e contrari, bianchi e neri, guelfi e ghibellini e via, si parte. Arrivano titoli che si ripetono per giorni e giorni, interminabili trasmissioni televisive piene di esperti, ulteriori polemiche. Come in un gigantesco salotto tutti discutono di tutto con leggerezza e convinzione come se stessero argomentando su un rigore negato. Proprio un vecchio adagio calcistico suggeriva che siamo tutti allenatori della nazionale. Lo stesso adagio ha ormai superato i bar sport e le tribune degli stadi e viaggia veloce sulle connessioni Internet, nei televisori al plasma, raggiunge e coinvolge tutto e tutti, cronaca nera, scandali sessuali, scelte religiose. Come una moneta in un gigantesco jukebox l’argomento della settimana fa partire la canzone e tutti se la suonano e se la cantano fino al prossimo brano. Poi la traccia finisce e ne comincia un’altra. Ma mentre il disco gira dalla traccia non esce nessuno. Forse chi mette la moneta si diverte un mondo. O forse è semplicemente soddisfatto che tutti siano costantemente impegnati a darsele di santa ragione, se va bene solo a parole, se va male come galli da combattimento. Chi vince sta sempre a guardare. Da fuori.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-3569282095925433578?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/3569282095925433578/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=3569282095925433578' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/3569282095925433578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/3569282095925433578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2009/11/come-galli-da-combattimento.html' title='COME GALLI DA COMBATTIMENTO'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-6529911411487320981</id><published>2009-11-27T10:41:00.002+01:00</published><updated>2009-11-27T10:44:18.684+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>VICINI AL CITTADINO. NORMALE? NO.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La stampa riprende un intervista all’assessore di un piccolo comune del piemontese. Assessore con delega alle piccole cose. Si chiama così. In pratica nel piccolo centro è il riferimento dei concittadini per luci fulminate sui lampioni, buche sulla strada, disservizi della rete idrica, piccole cose insomma. Piccole? Cose che capitano in quel paesino come in tutto il resto del mondo, a prescindere dalla dimensione dell’abitato. Allora qual è la notizia? Evidentemente che qualcuno se ne occupi. Teoricamente seguendo i rapporti di azione e reazione, domanda e risposta, elettore ed eletto, si arriva dal cittadino ad un’istituzione locale. Che è li anche per occuparsi delle piccole cose. L’enfasi sulla delega alle piccole cose suggerisce invece che al di fuori di quel comune o di altra analoghe realtà, le piccole cose abbiano un diverso destino. L’assessore in questione dice testualmente che i cittadini lo trovano in municipio o talvolta lo raggiungono sul cellulare. Lui va a fare un sopralluogo di persona e organizza il da farsi, nei limiti del bilancio, si intende. Impensabile in una grande città, anche per la salute dell’assessore chiaramente. L’impressione però è che il logico percorso di filtraggio e subdelega delle competenze segua fenomenologie analoghe a quelle della rete idrica, che vanta una percentuale elevatissima di dispersione di acqua potabile tra la fonte e il rubinetto. Le piccole cose si perdono spesso per strada e magari nemmeno arrivano. Due titoli in prima pagina su un paio di grandi questioni, convegni, riunioni, stanziamenti, litigi, opinioni contrastanti. Intanto la lampadina del lampione è ancora fulminata, ma non se lo ricorda nessuno. Domani non ci si ricorderà neanche la grande questione, forse perché non era nemmeno così importante. Due passi all’aria aperta fuori dalle mura del castello potrebbero aiutare la memoria? Scommetto che l’assessore piemontese direbbe di si. Non a caso ha anche un mestiere fuori dal Comune. Un lavoro all’aria aperta. Fa il giardiniere. Appunto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-6529911411487320981?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/6529911411487320981/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=6529911411487320981' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/6529911411487320981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/6529911411487320981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2009/11/vicini-al-cittadino-normale-no.html' title='VICINI AL CITTADINO. NORMALE? NO.'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-1682946789464569378</id><published>2009-11-25T15:33:00.000+01:00</published><updated>2009-11-25T15:35:55.177+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>RIAPRIRE LE CASE CHIUSE. PERCHÉ?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’assessore alla salute del comune di Milano ha dichiarato oggi che la riapertura delle case chiuse sotto il profilo sanitario potrebbe essere una soluzione al proliferare di nuovi casi di AIDS nella metropoli lombarda. Le strutture di questo genere dice, permetterebbero un maggiore controllo sulla salute di clienti e ”intrattenitrici”. Perché? E’ quello che vorrebbe sapere anche una signora di 74 anni che si è sentita dire dal suo medico curante che alla sua veneranda età ha contratto l’AIDS. Perché? Ecco perché: periferia di Milano, ore 11.00 circa. Uno di quei viali secondari tra la tangenziale e la città. Ad un angolo una prostituta, di fronte altre due. La macchina che si ferma a pochi metri fa scena. Berlina, scura, grossa cilindrata. Prezzo elevato. Lui è distinto, abito di pregio, barba fatta, capelli in ordine. Si avvicina con decisione alla signora della strada, la via è già nota, si appartano a pochi metri, lui rifiuta protezioni, non sente niente altrimenti, dice. Pagherà di più, ma quello non è un problema, pensa. Riaccende la macchina, via, a pranzo con i colleghi di lavoro. Giornata piena. La sera a casa, un bacio ai bambini, la moglie chiede com’è andata. Non me ne parlare, una riunione dopo l’altra. Sicuro, di che genere fossero le riunioni non lo dice ovviamente. Ogni tanto, è statistica, qualche dovere coniugale da sbrigare. Nessuna novità insomma. Ogni tanto, è statistica, lei ha una relazione. Alla fine gli anni passano e in ospedale ci finiscono in tre, moglie, marito e amante. O forse in quattro, perché nel frattempo l’amante ha trovato la sua via. Quasi tutti si chiedono ancora come sia potuto succedere. Quasi tutti. Uno invece lo sa benissimo. Ma non era un problema. Prima. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-1682946789464569378?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/1682946789464569378/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=1682946789464569378' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/1682946789464569378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/1682946789464569378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2009/11/riaprire-le-case-chiuse-perche.html' title='RIAPRIRE LE CASE CHIUSE. PERCHÉ?'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-7230596027593073405</id><published>2009-11-23T12:26:00.002+01:00</published><updated>2009-11-23T13:37:15.686+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>PIERO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ciao, io mi chiamo Piero. Veramente Piero non è il mio nome ma in cantiere il mio nome non riusciva a pronunciarlo nessuno. Così mi chiamano tutti Piero. Sono in italia da 5 anni, giorno più giorno meno. Sono arrivato in barca. Il resto potete immaginarvelo. Ho imparato a fare il muratore, sempre in nero si intende, a uno come me il lavoro, quello vero, non lo da nessuno. Però fino a poco tempo fa c’era da fare e non ci si poteva lamentare. Adesso c’è la crisi, dicono, e non mi chiamano più. In cinque anni non ho mai avuto problemi, mai un furto, lontano da droghe e giardinetti. Mai un problema, io sono una brava persona sai, ho una famiglia oltre il mare. Ieri però mi hanno fermato, mi hanno detto che non andava bene, che non avevo i documenti. Non è bello quando ti fermano. Al mio paese quando ti fermano sono dolori. E non è un modo di dire. Ieri però sono stati gentili, dicono che lo sanno che in questi anni non ho mai fatto niente di male. Però mi hanno tenuto li tutto il pomeriggio, mi hanno preso le impronte e dopo qualche ora che aspettavo mi hanno fatto vedere una carta e mi hanno detto che mi portavano in carcere. Io mi sono spaventato. Al mio paese quando ti portano in carcere sono dolori. E anche li non è un modo di dire. Ho detto che non ho fatto niente di male, ma niente mi ci hanno portato lo stesso. Hanno detto di stare tranquillo perché sarebbe stato veloce. Io ieri non ho capito bene. Comunque ho passato una notte in carcere. C’era tanta gente li. Tanti come me, altri avevano la faccia più cattiva. Però sono stati gentili anche li. Stamattina ci hanno messi tutti su un pullmann con le finestre piccole piccole e i vetri grossi grossi e ci hanno portati nel palazzo della giustizia. Li ci hanno messo in una grossa gabbia e c’era un giudice e tante altre persone con delle strane toghe nere. Uno si è avvicinato e mi ha chiesto se avevo un avvocato, io gli ho fatto vedere un foglio che mi avevano dato ieri. C’era un avvocato scritto, ma oggi non era venuto. Allora mi ha dato un bigliettino da visita e mi ha fatto firmare un’altra carta. Ha detto che ci pensava lui. Io non ho capito bene. Siamo stati li tutta la mattina poi mi hanno fatto uscire dalla gabbia e ho parlato con il giudice. Abbiamo parlato un po’, poi ha parlato anche il tipo che mi ha dato il bigliettino. Ha detto che chiedeva i termini di difesa. Io non lo so cosa vuol dire, comunque il giudice ha risposto che devo tornare tra due mesi. Io mi sono spaventato di nuovo perché non volevo stare due mesi nel carcere. Poi mi hanno fatto firmare un’altra carta e mi hanno detto che potevo uscire. Io sono uscito però non ho capito bene, ho parlato un attimo con quel tipo, quello del biglietto da visita, ha detto di stare tranquillo che ci pensava lui. Io non ci ho capito quasi niente ma quelli di ieri avevano ragione. È stata una cosa veloce. Fuori è una bella giornata.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-7230596027593073405?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/7230596027593073405/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=7230596027593073405' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/7230596027593073405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/7230596027593073405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2009/11/piero.html' title='PIERO'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-2536349786728324534</id><published>2007-05-13T17:50:00.002+01:00</published><updated>2009-03-30T12:16:48.633+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settedue live'/><title type='text'>VAI A FAR DEL BENE....</title><content type='html'>LA PARABOLA DI CALIMERO, PICCIONE AFFAMATO.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.settedue.net/uploaded_images/piccione_1-737909.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; FLOAT: right; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.settedue.net/uploaded_images/piccione_1-737906.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’altro giorno mi sono trovato casualmente ad osservare una scena che vi voglio raccontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli attori della scenetta erano una tranquilla famigliola composta dal piccolo moccioso ancora confinato nel suo passeggino, una madre vamp normalmente disinteressata a ciò che la circonda, un figlio alto grande e grosso ed una simpatica nonnina, incaricata nell’occasione di prendersi cura del moccioso di cui sopra. Protagonista principale della vicenda Calimero, lo chiameremo così, un piccione di media taglia che si trovava, insieme ad altri suoi simili, ad incrociare la via della allegra famigliola.&lt;br /&gt;In una serata di città, un po’ afosa, in cui al massimo Calimero poteva sperare di mangiare qualche avanzo in compagnia dei suoi amici, ecco materializzarsi il fato, che nella circostanza assumeva le sembianze del moccioso. Questi infatti, mentre l’allegra famigliola passava tranquillamente vicino alla compagnia di festanti pennuti, cominciava improvvisamente e rumorosamente ad indicare i nostri amici alati, attirando l’attenzione dei presenti. Inutile aggiungere come tutti, tranne la mamma vamp ovviamente, si prodigavano immediatamente per assecondare i deliri infantili del moccioso, prendendo anch’essi a comunicare con lui nel suo progredito linguaggio gutturale. Pochi secondi dopo faceva la sua comparsa una rosetta di pane bianco, che la simpatica nonnina e la piccola creatura cominciavano a spezzettare facendone succulenti bocconi per la brigata aerea del giovane Calimero. Alla banda di pennuti non pareva vero di banchettare con tanta abbondanza ed ecco che si scatenava l’allegra battaglia di becchi festanti, pronti a mandar giù le pietanze di questo gradito buffet, scandito dalle risa festanti dell’allegra famiglia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che bello. Che tenerezza. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma ecco, inatteso e allo stesso tempo puntualissimo, materializzarsi il vero “Deus ex machina” di questa edificante storiella: un pneumatico 205/55-17, per chi non se ne intendesse è la misura della gomma, nella circostanza abbastanza grossa e nell’occasione anche ruota anteriore sinistra di una di quelle berline gigantesche con la stella sul cofano, rigorosamente nera. Mi direte, cosa può aver fatto un pneumatico per diventare protagonista della nostra storiella. Beh, secondo me ci potete arrivare da soli, però vi spiegherò esattamente com’è andata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nostro Calimero, felice come una Pasqua per l’inatteso regalo, incurante di tutto e di tutti, stava appunto pasteggiando con i lauti bocconcini elargiti a piene mani dal moccioso e dalla vetusta antenata quando il 205/55-17, deciso a percorrere con sicurezza la sua strada, travolgeva il nostro amico, ponendo fine al suo pasto... e non solo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che dire? Potremmo commentare insieme il gelo calato sui volti dell’allegra famigliola, mamma vamp a parte, che non si era accorta di nulla, e anche se ne fosse accorta non gliene sarebbe fregato niente, oppure potremmo analizzare insieme l’incerto balbettio del moccioso, che pur non potendo comprendere appieno i misteri della vita e della morte, si chiedeva perché il piccolo Calimero non fosse più interessato al suo panino… e non solo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Preferisco chiudere invece con un modestissimo consiglio per tutti coloro che, improvvisamente, in un pigro insignificante pomeriggio si scoprono altruisti per un giorno: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;la prossima volta, fatevi i cazzi vostri.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-2536349786728324534?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/2536349786728324534/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=2536349786728324534' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/2536349786728324534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/2536349786728324534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2007/05/vai-far-del-bene.html' title='VAI A FAR DEL BENE....'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-3579189362657300957</id><published>2007-01-12T11:38:00.000+01:00</published><updated>2007-01-12T11:53:39.836+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nella mia testa'/><title type='text'>PERCHE' SONO INTERISTA.</title><content type='html'>Di solito non parlo mai di calcio, anzi le chiacchiere sul pallone mi infastidiscono pure parecchio. Un paio di anni fa però, mi sono trovato mio malgrado a riflettere su una faccenda che fa capire bene come, pur non essendo dei pazzi fanatici, la fede calcistica non sia oggetto di discussione. E' una cosa che hai e che ti &lt;strong&gt;devi&lt;/strong&gt; tenere.&lt;br /&gt;In pratica, alla fine di un Derby con gli amici rossoneri, in cui dopo aver brillantemente preso il largo con un bel 2 a 0, avevamo lasciato lo stadio San Siro (non Meazza per favore) con un brutto 2 a 3, avevo deciso di liberarmi finalmente di questo fardello e di cambiare squadra. Ammetto di essere sempre stato un simpatizzante romanista, e così decisi che da quella sera sarei diventato un Totti Fan (non Tozzi Fan).&lt;br /&gt;Cosa successe poi? La mattina dopo ero ancora perfettamente interista e mi trovai “filosoficamente” a pensare che nella vita puoi cambiare di tutto, ma non la fede calcistica.&lt;br /&gt;Puoi cambiare casa, città, donna, auto, lavoro, colore di capelli (quali?), amici, pizzerie, vestiti, tutto, ma quel meccanismo inconscio che ti fa incazzare come una bestia quando il solito guardalinee (bianconero) fischia un fuorigioco inesistente ad un figlio di Moratti lanciato a rete te lo porti dietro sempre.&lt;br /&gt;Puoi dichiarare quello che vuoi, alla fine fai sempre come il grandissimo Nino Manfredi di Pane e Cioccolata, emigrante coi capelli tinti di biondo, che in mezzo ad un bar (svizzero) pieno di energumeni (svizzeri), dopo aver finto per un ora di essere un tifoso rossocrociato, esplode in tutta la sua gioia per l’1 a 0 dell’Italia, guadagnando la sua bella dose di mazzate.&lt;br /&gt;Ecco perché, nonostante tutto, sono &lt;strong&gt;ancora&lt;/strong&gt; interista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.cinematusei.it/paneecioccolata.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-3579189362657300957?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/3579189362657300957/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=3579189362657300957' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/3579189362657300957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/3579189362657300957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2007/01/perch-sono-interista.html' title='PERCHE&apos; SONO INTERISTA.'/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-8658075720693082116</id><published>2006-12-30T12:46:00.000+01:00</published><updated>2006-12-30T12:49:35.728+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>WILKOMMEN UND ALLES GUTE.&lt;br /&gt;WARTUNGSARBEIT&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-8658075720693082116?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/8658075720693082116/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=8658075720693082116' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/8658075720693082116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/8658075720693082116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2006/12/wilkommen-und-alles-gute.html' title=''/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-898160771000596573</id><published>2006-12-30T12:38:00.000+01:00</published><updated>2006-12-30T12:39:36.487+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>WELCOME AND ALL THE BEST FOR THE INCOMING NEW YEAR.&lt;br /&gt;WORK IN PROGRESS&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-898160771000596573?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/898160771000596573/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=898160771000596573' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/898160771000596573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/898160771000596573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2006/12/welcome-and-all-best-for-incoming-new.html' title=''/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1726615474952179368.post-8573195483448271948</id><published>2006-12-30T12:04:00.000+01:00</published><updated>2006-12-30T12:06:04.484+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>BENVENUTI E BUONE FESTE.&lt;br /&gt;STIAMO LAVORANDO PER VOI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1726615474952179368-8573195483448271948?l=www.settedue.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/8573195483448271948/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1726615474952179368&amp;postID=8573195483448271948' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/8573195483448271948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1726615474952179368/posts/default/8573195483448271948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.settedue.net/2006/12/benvenuti-e-buone-feste.html' title=''/><author><name>Settedue</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02188829727905387456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15740925321839518702'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry></feed>