Facebook. Comunicazione sociale
Comunicazione sociale. I media non sanno quasi cosa sia. A parte qualche rarissimo spot e le sporadiche kermesse televisive salvacoscienza di Telethon e' impossibile vedere messaggi di utilità sociale o semplicemente di buona educazione civica. Spazio a chi paga, e l'educazione civica non paga, in euro. Meglio le docce del Grande Fratello e i suoi ipodotati concorrenti. Ci dicono che la gente vuole vedere quello. Pero' c'e' un canale mediatico che non sembra seguire le regole imposte da qualcuno. Internet e i suoi social network. Naturalmente si finisce a parlare di Facebook, quindi di contatti, di giochi online, di bacheche. Cosa centra FB con l'educazione civica? Teoricamente niente, ma in pratica i suoi utenti dicono di si nei fatti. In un momento di totale p(i)attume televisivo e di blocchi di notizie e comunicazioni monotematiche e accuratamente filtrate o per ideologia o per convenienza economica, il social network esprime in diretta e senza filtri il pensiero del singolo. Il singolo ha ad esempio 100 contatti che ne hanno a loro volta altri 100. E così via. Il meccanismo esponenziale e' gia stato definito virale. Risultato? La tanto temuta anarchia contro cui qualcuno ritiene di prendere provvedimenti di censura? No, tutt'altro. Il singolo che scrive quello che pensa sulla sua bacheca alla mercè di tutti i suoi amici e conoscenti ha riscoperto di avere un cuore e piuttosto che insulti diffonde messaggi sociali. Si si avete capito bene. Un esempio. I giornali riprendono un trafiletto in cui l'Associazione Italiana Persone Down richiede delle civilissime scuse agli ipodotati del Grande Fratello che hanno la pessima abitudine di utilizzare in maniera dispregiativa il termine mongoloide. La notizia rimarrebbe li nel suo angoletto, chi l'ha letta bene, chi non l'ha letta uguale. Invece no. Il singolo di Facebook l'ha letta e la sottolinea in un messaggino nella sua bacheca, chiedendo civilmente ai suoi contatti di diffonderla se ne sono rimasti colpiti. Ecco il piccolo miracolo di educazione civica. Come un piccolo virus la notizia comincia a girare, ed in maniera velocissima, tanto che capita presto che nello stesso momento la rilancino persone che tra loro non si conoscono di sicuro, indice appunto di diffusione virale. Il messaggio, più o meno significativo, ha comunque il risultato di diffondere una tematica e di provocare una riflessione, proprio grazie alla libertà di pensiero ed espressione del singolo. Gli esempi positivi sarebbero molti, certo non manca anche qualcosa di negativo, ma la libertà e la legge dei grandi numeri fanno da soli e con efficacia quello che nessun censore potrebbe mai nemmeno immaginare, emarginando il peggio nell’angolo buio in cui merita di stare.
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