Regole? No grazie, siamo italiani
Prendiamolo come un piccolo test. Senza valutazione, ci mancherebbe, tanto si sa già il risultato. A Roma e a Milano le liste per le elezioni regionali del PDL e di Emma Bonino hanno avuto un piccolo intoppo burocratico, almeno cosi dicono. Nei fatti, per un motivo o per l'altro, quindi per disattenzione, dilettantismo, dolo o chissà cos'altro, non sono state accettate le liste per le prossime elezioni regionali. A Roma si parla di ritardo nella presentazione. A Milano di irregolarità formale in parte delle firme depositate. In pratica, tutti fuori. Per ora. Si susseguono gli appelli al Presidente della Repubblica perché la burocrazia non fermi la democrazia. Nel caos della situazione, il fatto che anche ai vertici del paese qualcuno si sia accorto dei problemi che può dare la nostra complicatissima burocrazia può anche essere una notizia positiva. Di contro, il fatto che quando a combattere e a capitolare contro la burocrazia sia il comune cittadino non interessa a nessuno è molto meno positivo. Come detto, probabilmente si sa come andrà a finire. Un Decreto Legge, una deroga, una sentenza di qualche genere e tutto andrà a posto. La situazione è oggi, e sicuramente sarà domani, la cartina di tornasole di un paese dove le normative, numerose e complicate più di ogni altro Stato in Europa, vengono regolarmente eluse, aggirate, condonate, scavalcate, in pratica ignorate. Questa e' l'unica regola certa.
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