Opposizione. Dove?
Poche ore fa a Milano il Presidente del Consiglio dei Ministri, al termine di un comizio nella centrale Piazza del Duomo, è stato violentemente colpito al volto da una statuetta lanciatagli a distanza ravvicinata, riportando alcune lesioni. L’aggressore è stato identificato e fermato dalle Forze dell’Ordine, che lo hanno sottratto all’animata reazione dei presenti. Tralasciando l’autore del gesto, di chi sono le responsabilità in un fatto del genere? Di sicuro di molti, da una parte e dall'altra. Passiamo oltre i deliranti commenti di alcuni personaggi che possiamo definire con molta benevolenza politicamente miopi, e diamo un'occhiata indietro. Analizzando sommariamente il contenzioso politico degli ultimi diciassette anni la straripante presenza del Presidente del Consiglio non la scopriamo certo ora, ma tanta abbondanza non puo non far pensare che nello stesso periodo sia mancato qualcosa. Cosa? L'opposizione democratica. E intendiamoci bene, non che non esistesse fisicamente, ma di fatto dov'era? In diciassette anni pur cambiando nome, frontman e pulmino, il gruppo di attori politici era sempre lo stesso. Sono anche riusciti a governare. Due volte e per complessivi sette anni. Opposizione al governo. Eletta democraticamente. La prima volta vantavano anche un ex magistrato ai lavori pubblici. Che occasione di cambiare le regole di un certo sistema Italia. Sprecata. La seconda volta, ottimo, pronti via, adesso si cambia musica. Invece no. Litigi, inerzia, mancanza di contenuti? Un anno e mezzo e il governo dell'opposizione cade. Di nuovo. E torna Berlusconi. Ma allora la colpa di chi è? Senza entrare nel merito delle attivita più o meno gradite di chi, sempre democraticamente eletto, fa naturalmente la sua politica, la politica che vuole, ci chiediamo cosa hanno fatto in diciassette anni i partiti di opposizione, molto impegnati a fare congressi, dichiarazioni roboanti, ospitate televisive, ma molto spesso distratti quando era importante essere seduti in parlamento e democraticamente bocciare eventuali inopportuni provvedimenti del governo. Più di una volta è successo che nel mezzo di battaglie mediatiche su questo e quel Decreto, l’opposizione non fosse poi compatta e concentrata a far valere nella sede istituzionale le proprie legittime ragioni. La democrazia non e' una grazia ricevuta. E' uno strumento importante con le sue regole da sfruttare per far funzionare pacificamente le cose. E non e' molto diffusa al mondo. Non sprechiamola in chiacchiere e slogan. O peggio.
Labels: settedue live

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