Monday, December 21, 2009

Ecopass 3.0

Anche il Natale 2009 è alle porte. Cosa troveranno sotto l’albero i milanesi? Risposta facilissima. Come nei due anni precedenti troveranno il piano antinquinamento del Comune di Milano, al secolo Ecopass, che grazie ad una sofisticata rete di sensori e telecamere presidia l’ingresso al centro della città. La novità delle ultime ore, che poi non è una novità, è che in seno alla maggioranza che regge le sorti del Sindaco vi sono numerose voci contrarie alla proroga del provvedimento per l’anno 2010. Ma quali sono le motivazioni per cui ci si dovrebbe contrapporre ad un tanto decantato ed efficiente sistema di tutela della salute pubblica, quale si sostiene sia l’Ecopass? Tanto per cominciare, partendo dalla contraddizione insita nel nome Ecopass, visto che si paga per inquinare, sembra che efficiente non lo sia proprio per niente. Numerosi studi sulla qualità dell’aria di Milano non fanno rilevare significativi miglioramenti nei livelli di inquinamento negli ultimi due anni. Certo nei primi mesi l’effetto novità e la preventivata confusione che segue un provvedimento importante avevano dato qualche discreto risultato, subito rilanciato in prima pagina dall’amministrazione comunale, ma la realtà dei fatti è che i miglioramenti sono scomparsi con grande velocità. E sono finiti i proclami. Quello che rimane sono bollettini inquietanti sull’incremento delle malattie respiratorie, promesse di consultazioni popolari e frequenti battibecchi politici tra maggioranza e opposizione o, appunto, tra maggioranza e maggioranza. Circa il programmato referendum a sostegno, l’unica certezza è che non si saprà mai quando verrà fatto, ma probabilmente la praticità dei milanesi è tale che prevarrà la tesi che se hanno eletto un consiglio comunale, è perché i politici facciano il loro lavoro e non facciano perdere altro tempo agli elettori. Il confronto politico invece appare in questa circostanza più di altre una partita a scacchi in cui ognuno cerca di non far mangiare la propria pedina. Tra gli argomenti centrali la fanno da padrone, come sempre nel belpaese, le deroghe. In particolare quella relativa al pagamento dell’autorizzazione ad inquinare da parte dei diesel euro 4. Senza indugiare in dettagli tecnici, basterebbe dire che la deroga doveva durare qualche mese dall’avvio del primo Ecopass 2008, ma proprio in queste ore si parla di continuare fino ad aprile 2010. Chiaramente bisogna individuare dei criteri di selezione, ma sarebbe più serio e convincente fare una lista di buoni e cattivi (motori inquinanti) e farla rispettare. Le deroghe, le deroghe alle deroghe e le deroghe alle deroghe delle deroghe fanno come minimo perdere credibilità. Ora in tutto questo parapiglia, nessuno prova a sottolineare che non è il Provvedimento Ecopass da mettere sul banco degli imputati, ma la sua stanca e inefficace gestione. Se il criterio è non far entrare in città i mezzi inquinanti, la cerchia di pagamento andrebbe allargata a confini ben più ampi, le deroghe non dovrebbero essere la regola e le statistiche sul traffico, gli incidenti e le polveri inquinanti regolarmente rese note, per poter giudicare con cognizione. In fondo non ci voleva un pool di scienziati per capire che limitare al traffico il centro non avrebbe dato alcun risultato in una metropoli come Milano, ma alle volte viene il dubbio che tutto questo fervore ambientalista, vedi anche la collocazione delle stazioni delle biciclette a noleggio, si limiti solo al salotto del centrocittà, lasciando il resto dei milanesi a guardare. E a pagare.

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