RIAPRIRE LE CASE CHIUSE. PERCHÉ?
L’assessore alla salute del comune di Milano ha dichiarato oggi che la riapertura delle case chiuse sotto il profilo sanitario potrebbe essere una soluzione al proliferare di nuovi casi di AIDS nella metropoli lombarda. Le strutture di questo genere dice, permetterebbero un maggiore controllo sulla salute di clienti e ”intrattenitrici”. Perché? E’ quello che vorrebbe sapere anche una signora di 74 anni che si è sentita dire dal suo medico curante che alla sua veneranda età ha contratto l’AIDS. Perché? Ecco perché: periferia di Milano, ore 11.00 circa. Uno di quei viali secondari tra la tangenziale e la città. Ad un angolo una prostituta, di fronte altre due. La macchina che si ferma a pochi metri fa scena. Berlina, scura, grossa cilindrata. Prezzo elevato. Lui è distinto, abito di pregio, barba fatta, capelli in ordine. Si avvicina con decisione alla signora della strada, la via è già nota, si appartano a pochi metri, lui rifiuta protezioni, non sente niente altrimenti, dice. Pagherà di più, ma quello non è un problema, pensa. Riaccende la macchina, via, a pranzo con i colleghi di lavoro. Giornata piena. La sera a casa, un bacio ai bambini, la moglie chiede com’è andata. Non me ne parlare, una riunione dopo l’altra. Sicuro, di che genere fossero le riunioni non lo dice ovviamente. Ogni tanto, è statistica, qualche dovere coniugale da sbrigare. Nessuna novità insomma. Ogni tanto, è statistica, lei ha una relazione. Alla fine gli anni passano e in ospedale ci finiscono in tre, moglie, marito e amante. O forse in quattro, perché nel frattempo l’amante ha trovato la sua via. Quasi tutti si chiedono ancora come sia potuto succedere. Quasi tutti. Uno invece lo sa benissimo. Ma non era un problema. Prima.
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