VAI A FAR DEL BENE....
LA PARABOLA DI CALIMERO, PICCIONE AFFAMATO.

L’altro giorno mi sono trovato casualmente ad osservare una scena che vi voglio raccontare.
Gli attori della scenetta erano una tranquilla famigliola composta dal piccolo moccioso ancora confinato nel suo passeggino, una madre vamp normalmente disinteressata a ciò che la circonda, un figlio alto grande e grosso ed una simpatica nonnina, incaricata nell’occasione di prendersi cura del moccioso di cui sopra. Protagonista principale della vicenda Calimero, lo chiameremo così, un piccione di media taglia che si trovava, insieme ad altri suoi simili, ad incrociare la via della allegra famigliola.
In una serata di città, un po’ afosa, in cui al massimo Calimero poteva sperare di mangiare qualche avanzo in compagnia dei suoi amici, ecco materializzarsi il fato, che nella circostanza assumeva le sembianze del moccioso. Questi infatti, mentre l’allegra famigliola passava tranquillamente vicino alla compagnia di festanti pennuti, cominciava improvvisamente e rumorosamente ad indicare i nostri amici alati, attirando l’attenzione dei presenti. Inutile aggiungere come tutti, tranne la mamma vamp ovviamente, si prodigavano immediatamente per assecondare i deliri infantili del moccioso, prendendo anch’essi a comunicare con lui nel suo progredito linguaggio gutturale. Pochi secondi dopo faceva la sua comparsa una rosetta di pane bianco, che la simpatica nonnina e la piccola creatura cominciavano a spezzettare facendone succulenti bocconi per la brigata aerea del giovane Calimero. Alla banda di pennuti non pareva vero di banchettare con tanta abbondanza ed ecco che si scatenava l’allegra battaglia di becchi festanti, pronti a mandar giù le pietanze di questo gradito buffet, scandito dalle risa festanti dell’allegra famiglia.
In una serata di città, un po’ afosa, in cui al massimo Calimero poteva sperare di mangiare qualche avanzo in compagnia dei suoi amici, ecco materializzarsi il fato, che nella circostanza assumeva le sembianze del moccioso. Questi infatti, mentre l’allegra famigliola passava tranquillamente vicino alla compagnia di festanti pennuti, cominciava improvvisamente e rumorosamente ad indicare i nostri amici alati, attirando l’attenzione dei presenti. Inutile aggiungere come tutti, tranne la mamma vamp ovviamente, si prodigavano immediatamente per assecondare i deliri infantili del moccioso, prendendo anch’essi a comunicare con lui nel suo progredito linguaggio gutturale. Pochi secondi dopo faceva la sua comparsa una rosetta di pane bianco, che la simpatica nonnina e la piccola creatura cominciavano a spezzettare facendone succulenti bocconi per la brigata aerea del giovane Calimero. Alla banda di pennuti non pareva vero di banchettare con tanta abbondanza ed ecco che si scatenava l’allegra battaglia di becchi festanti, pronti a mandar giù le pietanze di questo gradito buffet, scandito dalle risa festanti dell’allegra famiglia.
Che bello. Che tenerezza.
Ma ecco, inatteso e allo stesso tempo puntualissimo, materializzarsi il vero “Deus ex machina” di questa edificante storiella: un pneumatico 205/55-17, per chi non se ne intendesse è la misura della gomma, nella circostanza abbastanza grossa e nell’occasione anche ruota anteriore sinistra di una di quelle berline gigantesche con la stella sul cofano, rigorosamente nera. Mi direte, cosa può aver fatto un pneumatico per diventare protagonista della nostra storiella. Beh, secondo me ci potete arrivare da soli, però vi spiegherò esattamente com’è andata.
Il nostro Calimero, felice come una Pasqua per l’inatteso regalo, incurante di tutto e di tutti, stava appunto pasteggiando con i lauti bocconcini elargiti a piene mani dal moccioso e dalla vetusta antenata quando il 205/55-17, deciso a percorrere con sicurezza la sua strada, travolgeva il nostro amico, ponendo fine al suo pasto... e non solo.
Che dire? Potremmo commentare insieme il gelo calato sui volti dell’allegra famigliola, mamma vamp a parte, che non si era accorta di nulla, e anche se ne fosse accorta non gliene sarebbe fregato niente, oppure potremmo analizzare insieme l’incerto balbettio del moccioso, che pur non potendo comprendere appieno i misteri della vita e della morte, si chiedeva perché il piccolo Calimero non fosse più interessato al suo panino… e non solo.
Preferisco chiudere invece con un modestissimo consiglio per tutti coloro che, improvvisamente, in un pigro insignificante pomeriggio si scoprono altruisti per un giorno:
la prossima volta, fatevi i cazzi vostri.
Labels: settedue live
